Cucina senza confini: Italia, un melting pot di gusti e sapori dal mondo. (EST)

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Foto copertina: Photo by Debbie Tea on Unsplash

Italia, patria del mangiar bene, della dieta mediterranea, del piacere della buona tavola ma senza rinunciare a salubrità e gusto.

Chi è nato in questo splendido paese lo sa, a tavola si fa onore, si mangia e si festeggia, tutti i giorni.

Prima erano solo le nonne ma ora anche i più giovani si interessano sempre di più a tutto ciò che gira attorno alla tavola da pranzo, dalle scoperte di gusti nuovi alle più complesse tematiche legate alla sostenibilità.

I piatti che hanno fatto la storia della cucina italiana sono piatti poveri, semplici, preparati con pochissimi ingredienti. Di contro, le ricette italiane tradizionali sono tante, come svariate sono le rivisitazioni regionali. Il mangiar bene e di qualità sono caratteristiche che, da sempre, hanno caratterizzato il nostro modo di concepire il cibo e hanno strutturato la nostra cultura tra le pareti di casa.

Ma… i tempi cambiano! Purtroppo? Nah… Per fortuna!

Tanti sono i cibi che oggi fanno parte del nostro patrimonio culinario ma che hanno origini lontane e non strettamente del nostro territorio. Pensiamo ad esempio alle patate, al mais e ai pomodori, originari delle americhe ma ormai indispensabili nelle nostre credenze.

Senza andare così indietro nel tempo e scavare tra le impolverate pagine dei ricettari delle nonne, quali sono oggi quei cibi che consumiamo con molta frequenza e che creano un miscuglio culturale all’interno di questo rigido (ma non tanto) paese? 

Andiamo a scoprirli, addentare e soprattutto capiamo come sono entrati a casa nostra!

Qui di seguito i primi tre provenienti da est, gustosissimi e già molto conosciuti, avete già capito?

Sapori antichi direttamente dalla Cina

Photo by MadMax Chef on Unsplash

Complice la continua migrazione nei paesi occidentali dall’oriente, i sapori della cucina cinese sono entrati a far parte della nostra cultura da molto tempo.

La Cina, vista anche l’estensione del Paese, ha una tradizione culinaria molto differenziata a seconda delle singole regioni. Eppure, in Italia, sembra esserci una preferenza verso determinati piatti, che vengono per questo proposti in quasi tutti i ristoranti.

Quali piatti vengono consumati di più in Italia?

I ravioli, che possono essere cotti al vapore o alla piastra e serviti anche in brodo. A casa loro hanno un forte valore simbolico: spesso sono preparati in occasione di matrimoni o nascite, in quanto simbolo di prosperità e felicità.

Ci sono poi gli involtini primavera, che arrivano dalle regioni del nord della Cina, oltre al riso e spaghetti saltati e il tipico pane al vapore ripieno di carne e verdure.

La cucina cinese molto più di tante altre è ormai entrata a far parte delle nostre abitudini: al ristorante e anche tra i fornelli di casa. 

Dalla Turchia a suon di piroette: il Kebab

Ve lo ricordate? Non è passato tanto tempo, ma lo vediamo già sparire lentamente. Era un piccolo negozietto aperto 24h che emanava un inconfondibile odore speziato e ospitava lui, l’enorme ammasso di squisita carne rotante.

Sembra che sia comparso in già Europa nel 1966 quindi molto, molto tempo fa a Londra, anche se poi la maggiore espansione europea è avvenuta in Germania.

Ma che cos’è il Kebab? 

“Kebab” vuol dire “carne arrostita”, solitamente lo troviamo accompagnato dal termine “Döner” che significa nient’altro che “kebab che gira”, la carne è solitamente di agnello, manzo o pollo, e mai di maiale.

In Turchia viene servito su un piatto, disposto come un cumulo di fette di carne accompagnate da riso e verdure, ma arrivato in Europa ha cambiato aspetto diventando il ripieno di panini e piadine.

Il nostro consiglio per gli amanti del Kebab: per distinguere un pezzo artigianale da uno industriale bisogna fare caso all’aspetto del cono di carne, se è un blocco unico è industriale, se invece si distinguono le fette di carne sovrapposte sarà uno spiedo artigianale, più simile ad un arrosto.

Dal 2016 il suo consumo è un po’ calato, consumare cibo di strada è diventata sempre più una moda con molte alternative competitive e tante novità da tutto il mondo.

Dal sol levante con estrema eleganza: benvenuto Sushi

Ha scatenato dubbi e curiosità, ma si è installato con forza e tenacia e ora lo amiamo tutti, il sushi è la sintesi dell’importanza estetica a tavola. 

La prima volta che ha messo piede in Italia è stato nel 1972 a Roma, portato oltreoceano da uno chef visionario di nome Hirazawa Minory, aka Shiro. Iniziato come un piccolo negozio diventò in poco tempo un Sushi bar con bottega.

L’unione della cucina giapponese con la cultura italiana non è semplice, ma al giorno d’oggi questo tipo di cibo si è radicato anche in Italia e non c’è nessuno che non apprezzi un piccolo e comodo viaggio tra bacchette e ciotoline di salsa di soia.

Questo è uno degli esempi più lampanti di unione di culture diversissime e all’apparenza impossibili da mescolare. Dall’utilizzo di strumenti diversi per il consumo dei piatti, alla forma, le consistenze, le temperature. Una piccola magia. In Italia i ristoranti giapponesi non sono semplici luoghi dove consumare cibo, ma ambienti di crescita personale dove scoprire luoghi lontani attraverso piatti, location e ambienti tipici.

Vi è venuta un po’ di fame? Nel prossimo articolo scopriremo i piatti provenienti da ovest rispetto al nostro paese: deliziosi, a volte piccanti ma anche freschissimi! 

Qual è il vostro cibo proveniente da oltre confine preferito?

Fatecelo sapere nei commenti e condividete le vostre foto più gustose taggandoci nei social assaporam.agency, siamo troppo golosi per resistere!

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Asia Pellizzari
Carta, penna e carboidrati. In continua corsa tra le mie amate montagne e le credenze di casa. Scrivo di cose da mangiare, e colleziono ricette su minuscoli post it. Adoro stare seduta davanti al forno mentre accadono le magie e credo fortemente che le gocce di cioccolato stiano bene su tutto.